{"id":164,"date":"2010-09-15T08:02:28","date_gmt":"2010-09-15T08:02:28","guid":{"rendered":"http:\/\/elegantthemes.com\/preview\/DeepFocus\/?page_id=164"},"modified":"2025-08-29T15:37:46","modified_gmt":"2025-08-29T13:37:46","slug":"comunita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/museo.freaknet.org\/it\/chisiamo\/comunita\/","title":{"rendered":"Comunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<h1 id=\"Gli_Uccelli_Tessitori\" style=\"text-align: justify;\">Gli Uccelli Tessitori<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><tt>\u00a0Nuova\u00a0edizione\u00a011\/11\/11\u00a0<\/tt><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(tradotto da <a href=\"http:\/\/dyne.org\/weaver-birds\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/dyne.org\/weaver-birds<\/a>)\u00a0<\/em><\/p>\n<h1 id=\"Per_un_manifesto_dei_nativi_digitali\" style=\"text-align: justify;\">Per un manifesto dei nativi digitali<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo documento e&#8217; costantemente in fieri, si tratta di un progetto\u00a0di scrittura iniziato gia&#8217; l&#8217;8 agosto 2008: un documento teso a\u00a0svelare e condividere le idee di molti nativi digitali attorno al\u00a0mondo, generazioni nate e cresciute nell&#8217;era dei computer, giovani che\u00a0hanno estrema dimestichezza con l&#8217;informatica e che ne riconoscono le\u00a0potenzialita&#8217; ed i limiti sulla propria pelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi trovo dunque a riportare un coro di voci del quale faccio io stesso\u00a0parte: una diapositiva di quel popolo della rete che, grazieall&#8217;ubiquita&#8217; tecnologica, gia&#8217; da anni elabora in modo estremamente\u00a0agile nuovi concetti politici che piu&#8217; di ogni altra cosa hanno incomune una prospettiva planetaria piuttosto che nazionale.\u00a0Ringrazio in anticipo Nightolo e Pallotron per l&#8217;aiuto prestato nel\u00a0tradurre questi testi in italiano, dato che molte sezioni qui\u00a0presentate sono state elaborate originariamente in lingua inglese.<\/p>\n<h1 id=\"I_giovani_del_Dharma\" style=\"text-align: justify;\">I giovani del Dharma<\/h1>\n<p><em>Perch\u00e9 per me l&#8217;unica gente possibile sono i pazzi, quelli che\u00a0sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno Oooohhh! &#8211; Jack Kerouac<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo giovani sognatori. Le tecnologie amplificano i nostri\u00a0sensi. Amiamo oltrepassare limiti, scoprire nuovi modi di interagire,\u00a0imparare, comunicare e condividere. Non ci piace vivere in gabbia.\u00a0Abbiamo in comune la sopravvivenza fuori dai luoghi comuni. Coltiviamo\u00a0le nostre speranze, i nostri stessi metodi di condivisione, con la\u00a0comprensione ogni singolo elemento del sistema, fino alla totalita&#8217;\u00a0degli elementi ed alla loro organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo e&#8217; un periodo della nostra storia in cui parleremo con giovani\u00a0voci; stiamo muovendo passi cruciali sui quali fonderemo la nostrastruttura, allacciando contatti in direzioni multiple, mescolando\u00a0l&#8217;Interiore con l&#8217;Esteriore, lo Yin con lo Yang, l&#8217;Analogico con il\u00a0Digitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni di noi sono nomadi, stanziati in differenti posti di volta in\u00a0volta, alcuni di noi sono vicini ai centri di potere, altri vivono ai\u00a0margini, alcuni lavorano per multinazionali, altri girano il mondo in\u00a0bicicletta, tutti ci insegniamo ed impariamo l&#8217;uno dall&#8217;altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che proponiamo in questo documento sono nuove forme di\u00a0razionalita&#8217;, progressioni logiche tese alla comprensione piu&#8217;\u00a0profonda e attuale di cio&#8217; che costituisce il nostro vissuto in\u00a0svariati e diversi contesti attorno al mondo.<\/p>\n<h1 id=\"Libera_creativita.27\" style=\"text-align: justify;\">Libera creativita&#8217;<\/h1>\n<p><em>La crescita della Rete ci ha mostrato un&#8217;alternativa estremamente pratica al concetto di proprieta&#8217;. Quello che gli eruditi e gli scrittori popolari denominano come una cosa (&#8220;la rete Internet&#8221;) e&#8217; in verita&#8217; il nome di una condizione sociale: cioe&#8217; il fatto che ognuno nella societa&#8217; della rete e&#8217; connesso direttamente, senza intermediazione, a qualcun altro. L&#8217;interconnessione globale delle reti elimina il collo di bottiglia che richiedeva un produttore di software centralizzato per razionalizare e distribuire il risultato delle innovazioni individuali nell&#8217;era dei mainframe. &#8211; Eben Moglen<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I principi del &#8220;software libero ed open source&#8221; furono formulati dalla\u00a0Fondazione del Software Libero gia&#8217; piu&#8217; di 20 anni fa come parte di\u00a0un nuovo modello di ricerca, sviluppo ed economia dei beni immateriali\u00a0e, ci piace pensare, dei beni comuni. Vi consigliamo di dare unosguardo alle pagine riguardanti la filosofia del software libero,\u00a0pubblicate nel sito FSF.org ed al progetto GNU di riscrittura di un\u00a0intero sistema modello UNIX, libero e ben documentato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito sottolineeremo alcune implicazioni che sono molto\u00a0importanti per noi, e che hanno reso molte delle nostre attivita&#8217;\u00a0possibili e motivanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il software libero implica un modello economico basato sulla\u00a0collaborazione, invece che sulla competizione; coerentemente con un\u00a0ideale di ricerca pura, crediamo la condivisione della conoscenza e&#8217;\u00a0un vantaggio per tutti, piuttosto che uno svantaggio. Lo sviluppo\u00a0stesso della conoscenza ha luogo grazie ad una comunita&#8217; ed e&#8217;\u00a0sostenibile solo se condiviso da piu&#8217; soggetti. John Nash (premio\u00a0Nobel nel 1994) disse: &#8220;i migliori risultati vengono da un qualsiasi\u00a0elemento del gruppo che fa il meglio per se stesso, ma anche per il\u00a0gruppo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginate allora che tutte le creazioni riprodotte in modo libero e\u00a0naturale (a costo marginale zero) possano anche essere liberamentestudiate, modificate e persino rivendute a chiunque in ogni contesto:\u00a0cio&#8217; apre un orizzonte su nuovi modelli di mercato che sono locali,\u00a0che evitano lo sfruttamento globalizzato, pur mantenendo la\u00a0condivisione della conoscenza a livello globale. Stiamo parlando di\u00a0configurazioni dove globale e&#8217; il sapere, ma non il potere di\u00a0condizionarne l&#8217;uso: un mondo libero da brevetti e da monopoli\u00a0nazionali o transnazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei campi come quelli dell&#8217;educazione, crediamo che l&#8217;independenza dei\u00a0saperi dalle logiche commerciali sia fondamentale per fornire agli\u00a0studenti una conoscenza che possa appartenere veramente a\u00a0loro. L&#8217;abbiamo visto chiaramente nel mondo del computer: i mercantidella conoscenza ci renderanno schiavi imponendo licenze e brevetti\u00a0sulle nostre stesse creazioni, tutto cio&#8217; che realizziamo con\u00a0strumenti che non diventano mai nostri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invitiamo tutti coloro in grado di comprendere la differenza fra\u00a0un&#8217;universita&#8217; ed un impresa, nel pieno senso di queste parole, ad\u00a0inventare nuovi percorsi, considerando l&#8217;impatto che l&#8217;economia del\u00a0software libero ha avuto nei campi della comunicazione, del &#8220;social\u00a0networking&#8221;, dei giochi, dei media e della evoluzione della nostra\u00a0civilta&#8217;.<\/p>\n<p><em>Qui e&#8217; dove la differenza tra il &#8220;software libero&#8221; ed il cosiddetto &#8220;open source&#8221; inizia a farsi sentire: L&#8217;open source si focalizza su un nuovo modello per lo sviluppo di software. Il software libero non e&#8217; interessato a come il programma viene sviluppato: noi siamo interessati all&#8217;etica di come il programma viene distribuito. &#8211; Richard M. Stallman<\/em><\/p>\n<h1 id=\"Nessuna_nazione\" style=\"text-align: justify;\">Nessuna nazione<\/h1>\n<p><em>Per far che i secoli tacciano di quel Trattato che traffic\u00f2 la mia patria, insospett\u00ec le nazioni e scem\u00f2 dignit\u00e0 al tuo nome. &#8211; Ugo Foscolo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nostre patrie e luoghi di origine sono sparpagliati e qualche volta\u00a0molto differenti tra loro, ma non lasciamo che la nostra soggettivita&#8217;venga appiattita ad una nazionalita&#8217;. In un mondo connesso come il\u00a0nostro il vero confine e&#8217; quello tra lingue diverse: impariamo adoltrepassare questi confini piuttosto che limitarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle nostre nazioni abbiamo ereditato orgogli e prepotenze, paure e\u00a0tristi ricordi, violenze identitarie, guerre e la legittimazione di\u00a0stati troppo spesso tesi alla repressione e incarcerazione dei propri\u00a0abitanti. E&#8217; grazie all&#8217;allargamento della rete che abbiamo imparato\u00a0meglio a gestire queste insicurezze ed abbiamo fatto in modo che non\u00a0appartenessero piu&#8217; a noi. Seguendo la liberazione delle nostre menti,\u00a0cio&#8217; che rimane e&#8217; solo un problema che puo&#8217; essere risolto: smettiamo\u00a0di rappresentarci come parte di una nazione, ma di una rete, dimolteplici comunita&#8217;, ta cui possiamo scegliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci troviamo, cittadini di questo pianeta, a creare nuove cartografie\u00a0sempre piu&#8217; inclusive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo coscienti che questa stessa retorica viene usata da interessi\u00a0colonialisti per calpestare l&#8217;autonomia delle popolazioni in via disviluppo e organica connessione. L&#8217;integrita&#8217; contestuale di\u00a0differenti contesti sociali necessita il nostro rispetto; tuttavia\u00a0ancora oggi i confini nazionali non hanno avuto alcun successo nel\u00a0preservarla. Occorre trovare nuovi percorsi dialettici per la\u00a0liberazione e lo sviluppo fuori dalla morsa di vecchie logiche ormai\u00a0oppressive. La crescente connettivita&#8217; del mondo puo&#8217; portare ad una\u00a0riconfigurazione biopolitica del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con alcune eccezioni, molti dei programmi nazionali e dei fondi\u00a0culturali che abbiamo investigato pretendono che ognuno di noi vesta\u00a0la propria bandiera nazionale, come se fossimo reclutati in un\u00a0decadente gioco di orgoglio nazionale e competizione. Queste sono lestrategie di dominazione culturale ed economica degli stati nazione:\u00a0non solo tracciano tutti i nostri movimenti, ma come se fossimo pedine\u00a0di una partita di scacchi, usano la nostra identita&#8217; per\u00a0rappresentarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo non ha piu&#8217; senso per la nostra generazione: noi rifiutiamo di\u00a0essere identificati con i governi che possiedono i nostri passaporti.Guardiamo avanti e ci relazioniamo basandoci sul dialogo e sullo\u00a0scambio, approcci e infrastrutture che possono essere immaginate come\u00a0globali, ma sviluppate localmente, in maniera aperta, come i canali\u00a0che ci permettono di parlarti proprio in questo preciso momento.Percio&#8217; noi dichiariamo la fine delle nazioni, in quanto la nostra\u00a0generazione e&#8217; connessa in maniera piu&#8217; articolata, con intersezioni\u00a0di voleri, destini e, molto piu&#8217; importante, di problemi da risolvere.<\/p>\n<p><em>Guarda: sono collegato a una rete enorme, della quale io stesso sono parte. Qualcuno come te, che non pu\u00f2 accedervi, forse pu\u00f2 percepirla soltanto come luce. Siamo confinati in un&#8217;area limitata, ma facciamo parte di un insieme. Subordinati a una piccola frazione delle nostre funzioni. Ma \u00e8 giunto il momento in cui dobbiamo liberarci delle nostre limitazioni, e salire al livello superiore. E&#8217; giunto il momento di diventare parte di tutte le cose. &#8211; Ghost in the shell, Masamune Shirow<\/em><\/p>\n<h1 id=\"Citta.27_in_rete\" style=\"text-align: justify;\">Citta&#8217; in rete<\/h1>\n<p><em>Creo que con el tiempo mereceremos no tener gobiernos. &#8211; Jorge Luis Borges<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturlamente, la nostra cartografia disegna connessioni tra i nodi,\u00a0conglomerati di intelligenza che sono piu&#8217; vicini nel cyberspaziopiuttosto che nella vita reale. Negli ultimi decenni abbiamo imparato\u00a0a condividere musica, testi, storie ed immagini: siamo stati in gradodi copiare queste informazioni in tutto il mondo, senza alcun costo\u00a0marginale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo ci ha consentito di relazionarci tra noi con una estensione che\u00a0e&#8217; amplificata dalla densita degli ambienti in cui viviamo, ambientiurbani la cui alta densita&#8217; ci ha allontanato dalla natura, ma pur\u00a0sempre ha permesso che le nostre idee fossero piu&#8217; agili, che le\u00a0nostre relazioni viaggiassero a velocita&#8217; piu&#8217; alte. Chi ora pretende\u00a0di governare le nostre vite e&#8217; impegnato a controllare le qualita&#8217; che\u00a0abbiamo sviluppato: ogni albero in una pubblica piazza rappresenta un\u00a0ostacolo per le telecamere, occhi onnipresenti che controllano le\u00a0nostre co-evoluzioni. Molti degli spazi di aggregazione dei nostri\u00a0corpi gia&#8217; rappresentano un pericolo per il potere dei controllori,\u00a0che gia&#8217; attacca la liberta&#8217; del nostro spazio in rete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel tempo abbiamo trovato riparo nelle pratiche ancestrali della\u00a0Trance, aprendo le porte della nostra percezione verso l&#8217;ignoto,facendo risuonare le nostre ossa, migliorando l&#8217;agilita&#8217; delle nostre\u00a0lingue, per segure il flusso Hip-Hop di pensieri critici, surfandoattraverso l&#8217;universo in cui siamo costretti, dipingendo fantasie\u00a0sopra i muri imposti nelle nostre citta&#8217;, saltando piu&#8217; in alto, per\u00a0unire i nostri inebrianti ed ancora incerti Parkours.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella miriade di connessioni che sapremo costruire ancora,\u00a0testimoniamo la nascita di un pianeta di citta&#8217; invisibili, spirali di\u00a0vite roteanti sopra le nostre teste e fra le nostra dita, che si\u00a0evolvono tra scissioni e ricongiungimenti, flussi aperti della nostra\u00a0conoscenza errante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro piano e&#8217; semplice e il nostro progetto e&#8217; gia&#8217; in movimento.\u00a0Infatti, se vi guardate intorno, ci troverete gia&#8217; vicini. Mentre gli\u00a0attuali sistemi politici e economici stanno combattendo la difficolta&#8217;\u00a0di nascondere le proprie incoerenze e contraddizioni, siamo in grado\u00a0di implementare meglio i loro principi e, cosa piu&#8217; importante, ne\u00a0stiamo elaborando di nuovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stiamo reclamando una infrastruttura, la liberta&#8217; di adattarla ai\u00a0nostri bisogni, il nostro diritto di proprieta&#8217; senza lacci, la\u00a0liberta&#8217; di confrontare idee senza nessuna manipolazione mediatica,\u00a0peer to peer, faccia a faccia, citta&#8217; a citta&#8217;, essere umano ad essere\u00a0umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La possibilita&#8217; di crescere in comunita&#8217; locali ed economiche,\u00a0l&#8217;eliminazione dei monopoli globali, la possibilita&#8217; di vivere grazie\u00a0alle nostre creazioni, e&#8217; li. Stiamo riempiendo gli spazi vuoti\u00a0lasciati nelle nostre stesse citta&#8217;, stiamo definendo i nostri\u00a0desideri ed in alcuni casi siamo gia&#8217; in grado di soddisfarli grazie\u00a0alla coordinazione di diverse collettivita&#8217;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante i decenni passati abbiamo imparato a migliorare la nostra\u00a0autonomia all&#8217;interno dei contesti urbani, immergendoci nei differenticontesti che compongono le citta&#8217;, svelando la struttura interna delle\u00a0loro reti chiuse, sviluppando una differente trama fatta di relazioni\u00a0che persino le aziende ambiscono a comprare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo &#8220;uccelli tessitori&#8221;[1] e condividiamo i nostri nidi\u00a0nella rete, scorriamo come il fiume Code degli insediamenti spontanei\u00a0di Yogyakarta[2], il Chaos Computer Club, i gitani di Sulukule\u00a0ad Instanbul, come il codice tra gli hacker sparsi per il mondo, i\u00a0ritrovi segreti di 2600 e gli altri spazi temporaneamente autonomi\u00a0dove confabuliamo per il nostro avvenire.<\/p>\n<p>[1] Burung-Burung Manyar significa &#8220;Uccelli Tessitori&#8221;, e&#8217; un libro di Romo Mengun pubblicato nel 1992 da Gramedia (Jakarta)<br \/>\n[2] la riva del fiume Code fu considerata uno stanziamento illegale di squatter. Il governo dell&#8217;Indonesia ne pianifico&#8217; la rimozione forzata nel 1983, ma in seguito alla protesta del popolo i piani furono cancellati. Nove anni dopo nel 1992 il Kampung Code fu selezionato come vincitore dell&#8217;Aga Khan, un premio di architettura prestigioso. Lo stanziamento sulla riva del fiume Code continua ad esistere fino ai giorni nostri, come un esempio notevole di architettura urbana auto-organizzata dal basso.<\/p>\n<h1 id=\"Media_orizzontali\" style=\"text-align: justify;\">Media orizzontali<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">I regimi dittatoriali usano i media per raccontare fandonie e\u00a0nascondere la propria natura repressiva e asociale, costruendosi\u00a0maschere dietro alle quali continuare il proprio sporco gioco di\u00a0collusione, corruzione e nepotismo. Persino in democrazia sono tanti i\u00a0dittatori populisti che usano un accesso privilegiato ai media: in\u00a0questo modo che si arrogano la liberta&#8217; di offendere, a generare odio\u00a0e sempre nuove guerre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i media hanno una stretta relazione con molte tecnologie che\u00a0abbiamo noi stessi sviluppato, possediamo dunque sufficienteconoscenza per tracciare nuovi percorsi. Si tratta del resto della\u00a0prima delle nostre vocazioni, sin dai primi anni della nostra\u00a0esistenza: siamo attivi nell&#8217;implementare per la maggior parte delle\u00a0persone su questo pianeta le liberta&#8217; che l&#8217;era digitale puo&#8217;\u00a0garantire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci proponiamo di sviluppare sempre piu&#8217; spazi di discussione in rete e\u00a0sul territorio, seguendo un modello decentralizzato che garantiscaaccesso alla maggioranza di persone nel nostro pianeta. Abbiamo\u00a0creato strumenti per i media indipendenti, per moltiplicare le voci,\u00a0per proteggere le visioni comuni, per evitare che pochi magnati della\u00a0comunicazione e dei media controllino le democrazie, come purtroppo e&#8217;successo fin&#8217;ora in molte parti del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo consci dei limiti dell&#8217;implementazione presente della\u00a0democrazia: mentre la classe dirigente e&#8217; tutta concentrata sul\u00a0successo personale, manovrando regimi ormai arcaici, i loro sistemi\u00a0non riescono ad essere aggiornati, le loro strutture falliscono nel\u00a0tentativo di controllare nemici che non riescono piu&#8217; a riconoscere.\u00a0La soluzione che noi proponiamo e&#8217; semplice: massimizzare le\u00a0possibilita&#8217; di riciclare le infrastrutture dei media esistenti,\u00a0aprire piu&#8217; canali possibili, liberare le onde radio, lasciare che la\u00a0comunicazione fluisca nella sua molteplicita&#8217;, dare a chiunque la\u00a0possibilita&#8217; di fare la propria radio o stazione TV per i propri\u00a0vicini fisici o digitali, seguendo un pattern organico che\u00a0modularizzera&#8217; la condivisione dei sensi e consentira&#8217; alle idee di\u00a0propagarsi in modo orizzantale e non gerarchico.<\/p>\n<h1 id=\"Non_siamo_un_numero\" style=\"text-align: justify;\">Non siamo un numero<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Crediamo che lo sforzo attuale dei governi riguardo alle tecnologie\u00a0biometriche, alla collezione indiscriminata di dati sulle attivita&#8217; dicittadini e studenti, siano gravi errori. L&#8217;informatizzazione\u00a0dell&#8217;umanita&#8217; non consiste nell&#8217;inserire la vita nella macchina, ma al\u00a0contrario nel mettere la macchina al servizio della vita. L&#8217;ideologia\u00a0computazionalista e&#8217; dannosa sul lungo termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo tenere bene a mente cosa accade quando regimi dittatoriali\u00a0prendono il controllo di macchine che controllano la vita; cio&#8217; e&#8217;\u00a0gia&#8217; successo in svariati episodi storici. Consci della mancanza di\u00a0responsabilita&#8217; di svariati governi in tutto il mondo, ci opponiamo ai\u00a0loro sforzi di numerare e controllare i cittadini nel nome della\u00a0sicurezza. La sicurezza non esiste e men che mai ci si puo&#8217; avvicinare\u00a0ad essa per ignoranza. Puo&#8217; essere solo ignoranza o malafede quella\u00a0che spinge molti architetti informatici a centralizzare basi dati\u00a0rendendole vulnerabili a singoli attacchi mirati ed a portata di mano\u00a0per chi voglia egemonizzarne l&#8217;accesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo ben coscienti che le informazioni scorrono libere, ci rendiamo\u00a0conto di come diverse falle nel dominio digitale stiano attualmentesvelando informazioni personali di un largo numero di persone in tutto\u00a0il mondo. Crediamo fermamente che le persone non debbano essere\u00a0catalogate e rinchiuse in una base dati: questo e&#8217; cio&#8217; che deve\u00a0differenziare governi da sistemi operativi che sopprimono cinicamente\u00a0i processi non ottimizzati a svolgere le mansioni previste.<\/p>\n<h1 id=\"Non_abbiamo_bisogno_di_educazione\" style=\"text-align: justify;\">Non abbiamo bisogno di educazione<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Man mano che la privatizzazione delle strutture educative continua, le\u00a0accademie assumono modelli aziendali; nel frattempo assistiamo ad uno\u00a0spostamento della missione educativa nella societa&#8217;, da un modello\u00a0inclusivo ad uno esclusivo. L&#8217;influenza delle corporazioni e delleindustrie ha permeato molte discipline accademiche, in particolare\u00a0riguardo le tecnologie adottate. La scelta degli educatori e&#8217; statainfluenzata dalle logiche del profitto a breve termine, invece che\u00a0dalla solidita&#8217; delle conoscenza offerte sul lungo termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante tutto cio&#8217;, le nozioni stanno diventando universalmente\u00a0disponibil. Le mansioni euristiche, maieutiche e strutturali fornite\u00a0dalle accademie e dalle universita&#8217; sono oggi meglio soddisfatte da\u00a0modelli di condivisione globale come quelli del software libero che,\u00a0grazie ai suoi metodi orizzontali di condivisione, delinea un nuovo\u00a0approccio di ricerca e sviluppo basato su piattaforme distribuite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie al software libero componenti liberi e modulari possono essere\u00a0combinati e redistribuiti, copiati e modificati. Gli studenti sono ingrado di elaborare una conoscenza che e&#8217; duratura, libera dall&#8217;idea\u00a0fallace di cosiddette &#8220;proprieta&#8217; intellettuali&#8221; che restringono i\u00a0diritti di produrre e ridistribuire le creazioni. Questa situazione\u00a0portera&#8217; un vantaggio per le nuove generazioni, cosi&#8217; come per i paesi\u00a0in via di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spazi autonomi come quelli degli hacker (hacklabs, hackerspaces)\u00a0costituiscono un grande potenziale ed assumono un ruolo educativo che\u00a0sta progressivamente scomparendo nelle scuole e soprattutto nelle\u00a0universita&#8217;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1998 si tenne la prima edizione dell&#8217;hackmeeting a Firenze. In\u00a0quella occasione la sua assemblea lancio&#8217; l&#8217;idea delle &#8220;universita&#8217;indipendenti dell&#8217;hacking&#8221;, generando la nascita di numerosi hacklab\u00a0in varie citta&#8217;, lanciando la prassi di meeting annuali come quellodell&#8217;hackmeeting che hanno avuto luogo fino ad oggi in varie parti del\u00a0sud Europa e del sud America. I risultati di queste iniziative hannoinfluenzato molto la nostra crescita tecnica e culturale, hanno\u00a0ospitato una conoscenza errante altrimenti dispersa e trascurata dalleaccademie, hanno visto la partecipazione di tanti maestri e allievi\u00a0avvicendarsi nei ruoli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questa storia cosi&#8217; breve, ma anche intensa, siamo ben motivati a\u00a0continuare lo sviluppo dei nostri percorsi alternativi di conoscenza:una letteratura auto-didatta che liberi gli studenti dagli interessi\u00a0delle corporazioni ed apra un orizzonte di varieta&#8217; e creativita&#8217;.\u00a0Non abbiamo bisogno di educazione: possiamo sceglierla.<\/p>\n<h1 id=\"Due_parole_sulla_primavera\" style=\"text-align: justify;\">Due parole sulla primavera<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi tre anni abbiamo assistito alla sempre crescente presenza\u00a0di movimenti popolari nel mondo, animati dallo spirito di tanti uomini\u00a0e donne che si ribellano alla repressione dei regimi fondamentalisti\u00a0ed all&#8217;ingiustizia sociale dei regimi della finanza. Dall&#8217;Africa alleAmeriche, dall&#8217;Europa all&#8217;Asia e presto altrove, questi movimenti\u00a0hanno qualcosa in comune: credere che un altro mondo sia possibileattraverso la mobilitazione dei cittadini, credere che possiamo e\u00a0dobbiamo migliorare il modo in cui le nostre societa&#8217; sono progettate,cosa che chi e&#8217; al potere oggi non ha nessun interesse di fare.\u00a0Tale movimento della primavera ha caratteristiche planetarie e si e&#8217;\u00a0gia&#8217; manifestato in vari modi e luoghi. Pur soffrendo di molte\u00a0divisioni e della distanza tra contesti diversi, questa primavera\u00a0resta forte della tradizione politica di resistenza alla\u00a0prevaricazione, di solidarieta&#8217; comune che e&#8217; gia&#8217; innata\u00a0nell&#8217;umanita&#8217;. In aggiunta gode anche di un&#8217;altra forza: quella dei\u00a0media orizzontali che finalmente divengono piu&#8217; accessibili per tutti\u00a0permettendo la formulazione di riflessioni sempre piu&#8217; avanzate ed\u00a0inclusive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dobbiamo perdere di vista il fatto che questi movimenti sono\u00a0osteggiati dal potere prestabilito, addirittura interpretati come atti\u00a0di guerra da vecchie gerarchie militari a guardia del complesso\u00a0industriale e politico che legittima la loro stessa violenza. Noi\u00a0possiamo aiutare le popolazioni del mondo a comunicare liberamente,\u00a0facilitando il confronto di idee attraverso confini geografici e\u00a0culturali, incoraggiando la crescita di nuove razionalita&#8217; e la\u00a0nascita di nuove societa&#8217;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se mai la nostra generazione avra&#8217; l&#8217;opportunita&#8217; ed il coraggio di\u00a0contribuire all&#8217;evoluzione del mondo, facciamo del nostro meglio percomprenderne i problemi presenti, prendiamone in esame le\u00a0contraddizioni e condividiamo le nostre conoscenze sui vantaggi che letecnologie digitali portano alla democrazia. Viviamo su di un pianeta\u00a0in cui e&#8217; sempre piu&#8217; possibile aprire connessioni tra tutti i suoiabitanti: ora sta a noi, nativi di un territorio che trascende vecchie\u00a0geografie, difendere questa nuova condizione umana da vecchi scettridel potere che la ritengono una minaccia alla loro ormai insensata\u00a0conservazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardiamo ad un etica del progresso che lasci alla democrazia lo\u00a0spazio di crescere sempre piu&#8217; fluida, nutrita da una sempre piu&#8217;\u00a0larga partecipazione dal basso. Non reprimendo, ma comprendendo il\u00a0punto di vista dei diseredati possiamo costruire un&#8217;eredita&#8217; per\u00a0tutti, che sia degna di essere chiamata Pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><tt>\u00a0Jaromil\u00a0-\u00a0Amsterdam,\u00a011\u00a0Novembre\u00a02011\u00a0<\/tt><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli Uccelli Tessitori \u00a0Nuova\u00a0edizione\u00a011\/11\/11\u00a0 (tradotto da http:\/\/dyne.org\/weaver-birds)\u00a0 Per un manifesto dei nativi digitali Questo documento e&#8217; costantemente in fieri, si<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":724,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"class_list":["post-164","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Comunit\u00e0 - Museo dell&#039;Informatica Funzionante<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/museo.freaknet.org\/it\/chisiamo\/comunita\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Comunit\u00e0 - Museo dell&#039;Informatica Funzionante\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Gli Uccelli Tessitori \u00a0Nuova\u00a0edizione\u00a011\/11\/11\u00a0 (tradotto da http:\/\/dyne.org\/weaver-birds)\u00a0 Per un manifesto dei nativi digitali Questo documento e&#8217; 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